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Rete Fidi Nord Est apre anche a Neafidi

Rete Fidi Nord Est, la Rete d’impresa costituita nel 2012 tra i Confidi vigilati Artigianfidi Vicenza e Apiveneto Fidi, si allarga ora a Neafidi, uno dei primi Confidi vigilati di Confindustria a livello nazionale, con l’obiettivo di rendere sempre più efficiente ed efficace la filiera del credito regionale per le imprese del territorio.

Si dà vita così a una tra le principali reti di Confidi a livello nazionale, che esprime numeri “aggregati” di primario standing, in rappresentanza dei principali settori manifatturieri regionali.

retefidi

RETE FIDI NORD EST
–  Operatività 350 ml di garanzie (700 ml di finanziamenti)
–  Patrimonio di Vigilanza 80 ml
–  Oltre 23.000 soci
–  Sedi in tutto il Veneto e in Friuli Venezia Giulia

 

Da questi numeri si può cogliere l’importanza ed il senso dell’aggregazione e dell’integrazione. Da oggi è possibile:

–          partecipare ad un maggior numero di progetti grazie alla condivisione di risorse e competenze a vantaggio delle PMI,

–          avviare un dialogo con le Banche convenzionate, allo scopo di  analizzare congiuntamente gli spazi esistenti per attivare una partnership “strategica”, che vada al di là di accordi volti a trattare le condizioni di una linea di credito o collaborazioni occasionali, ma che punti  alla definizione di intese “strutturali” nella gestione condivisa del mercato delle PMI;

–          migliorare il rapporto Confidi-Enti Pubblici in un’ottica sinergica per ottenere migliori risultati a favore delle imprese socie;

–          unire le forze per favorire in misura ancora più incisiva l’accesso al credito delle piccole e medie imprese del territorio e, più in generale, migliorarne la cultura finanziaria e avviare sperimentazioni di nuovi strumenti finanziari. Ottimizzare quindi la filiera del credito, dando adeguate risposte in termini di prodotti e servizi alle imprese, cercando di mitigare il rischio attraverso un uso ancora più attento degli strumenti esistenti.

Oggi i Confidi vigilati sono chiamati ad un passaggio molto impegnativo ed importante: la richiesta di iscrizione ad un nuovo Albo, che rende ancora più complesso il loro lavoro e punta a selezionare i soggetti che potranno svolgere alcune attività “riservate”. Servono pertanto confronti costanti – anche tra i diversi Confidi – per essere in grado di diventare interlocutori sempre più professionali nel dare risposte alle nostre imprese.

Ecco perché si è scelto di puntare su un modello allargato di contributi e competenze.