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La riforma del Fondo di Garanzia: cosa cambia per le aziende

Dal 15 marzo sono operative le modifiche previste dalla riforma del Fondo di garanzia per le PMI, strumento di agevolazione nell’accesso al credito.

 

Un’importante novità è rappresentata dalla garanzia dei Confidi “autorizzati” ad operare con il Fondo, il cui intervento massimizza il beneficio per la Banca, in termini di minori assorbimenti patrimoniali, liberando quindi capitale per nuovi impieghi verso le imprese.

 

Neafidi ha già ottenuto l’autorizzazione ad operare con il Fondo, rilasciando garanzie che beneficiano della ponderazione zero sul 100% della quota garantita ed è a disposizione delle imprese socie, anche per valutarne il rating, verificando insieme l’impatto della Riforma in termini di possibile accesso al Fondo.

 

L’introduzione di un sistema di rating, infatti, amplia potenzialmente la platea delle piccole e medie imprese beneficiarie, ma l’intervento del Fondo, finora immutato all’80% per tutti, varierà in base al rating della singola impresa, dallo 0% (fascia 1) al 60% (fascia 4) dell’importo del finanziamento richiesto.

 

Le classi di merito ammissibili sono infatti quattro, risultato di un giudizio finale che sintetizza:

 

una valutazione di tipo economico-finanziario, riguardante il rischio sotto il profilo patrimoniale, economico e finanziario;

➤ una valutazione di tipo andamentale, volta a fornire misure predittive sotto il profilo del rischio di credito (dati forniti dalla Centrale dei Rischi e dai vari Credit Bureau o SIC);

un blocco informativo ad integrazione delle prime due valutazioni, legato alla presenza di atti ed eventi pregiudizievoli.

La complessità connessa al nuovo modello di valutazione e alla differenziazione della percentuale di garanzia concessa dal Fondo richiede verifiche accorte da parte delle aziende, soprattutto in fase di programmazione di nuovi finanziamenti, ma anche in sede di rinnovo delle linee di credito di esercizio, dal momento che le Banche passeranno da percentuali di copertura molto elevate (fino all’80%) a livelli di intervento del Fondo che potrebbero anche azzerarsi, o risultare molto meno significativi del passato.

 

I nostri Gestori Imprese sono quindi disponibili per approfondire le condizioni introdotte dalla riforma del Fondo e i nuovi scenari operativi.